via Massimo Mantellini
few weeks ago, an Italian blogger poccolo organized a trick: he called under a false name to a dozen other bloggers at the event, told them a story and ended the phone with a question: what would you, dear blogger, to write a paid post on my commercial product?
says the anonymous survey that the majority of improvised surveyed do not si sarebbe negata a una simile transazione, nonostante il prodotto da reclamizzare fosse un'improbabile succo di frutta austriaco. qual è la morale?
Che i blogger hanno un prezzo!"
All' epoca della mia tesi, lo sussurravano in tanti, ma nessuno lo esternava così formalmente. Altro che democrazia 2.0!
[...] "é terminata l'età dell'innocenza della parte abitata della rete?
Non proprio. C'è sempre l'innocente, ma secondo me sono cresciuti gli speculatori, perchè è cresciuto il numero di chi ha interesse far parlare di sè.
Questa è la parte dell'articolo che più mi è piaciuta:
"Il mantra del nuovo marketing ruota attorno al termine "passaparola". Nessun altro termine è altrettanto abusato di questi tempi. Eppure non è difficile capire che il word of mouth così raccontato è un passaparola finto. Il passaparola (quello vero) è infatti patrimonio delle singole persone, è il linguaggio di scambio di ogni relazione sociale. E' efficiente, bizzarro, economicamente casuale, fortunatamente fuori dal controllo di chi racconta alle aziende that their techniques are able to "infiltrate" into the great conversation of people in the network. And conditions. All this is strange, part of the game. "
Thanks Massimo.